Ossigenazione muscolare (SmO2) e lattato: sono metriche concorrenti o complementari?

Muscle oxygen (SmO2) and lactate: Are they competitors or complementary metrics?

INTRODUZIONE

Negli sport di resistenza e nell’allenamento, identificare le soglie fisiologiche è fondamentale per ottimizzare le prestazioni e monitorare la forma fisica. Tradizionalmente, le soglie del lattato sono state considerate il metodo di riferimento. Tuttavia, i progressi tecnologici hanno introdotto il monitoraggio dell’ossigeno muscolare come un’interessante alternativa non invasiva.

In questo articolo esploreremo l’interazione tra ossigeno muscolare (SmO₂) e lattato, due parametri fondamentali che forniscono informazioni sulle prestazioni atletiche e sull’allenamento. Vedremo in che cosa differiscono, pur rivelando interessanti somiglianze nel modo in cui possono essere utilizzati per ottimizzare le strategie di allenamento. Esamineremo inoltre come l’ossigeno muscolare possa essere utilizzato per identificare soglie solitamente associate al lattato.

 

Ossigeno muscolare e lattato

Che cos’è il lattato e perché è importante?

Il lattato è un sottoprodotto del metabolismo anaerobico, prodotto quando il corpo genera energia senza una quantità sufficiente di ossigeno. Durante l’esercizio, i livelli di lattato nel sangue aumentano con l’incremento dell’intensità. In questo processo si studiano spesso due punti chiave:

  1. Prima soglia del lattato (LT1): il punto in cui i livelli di lattato iniziano a superare quelli a riposo.
  2. Seconda soglia del lattato (LT2): il punto in cui il lattato si accumula rapidamente, indicando il passaggio a una produzione di energia prevalentemente anaerobica.

Il test del lattato prevede il prelievo di campioni di sangue a diverse intensità di esercizio: è quindi accurato, ma anche invasivo e richiede tempo. Per questo è cresciuto l’interesse verso metodi non invasivi come il monitoraggio dell’ossigeno muscolare.

Capire l’ossigeno muscolare

La saturazione di ossigeno muscolare misura l’equilibrio tra l’apporto di ossigeno e il suo utilizzo nei muscoli in attività. Viene monitorata tramite la spettroscopia nel vicino infrarosso (NIRS), una tecnologia integrata nei moderni dispositivi indossabili. SmO₂ fornisce un riscontro in tempo reale sull’utilizzo dell’ossigeno da parte dei muscoli durante l’esercizio, senza bisogno di prelievi di sangue.

 

Somiglianze e connessioni

Anche se SmO₂ e lattato possono sembrare diversi, misurano sistemi energetici complementari e possono essere utilizzati in modo simile per ottimizzare l’allenamento. Entrambi i parametri rilevano le soglie: mentre il lattato aumenta sensibilmente con l’intensità dell’esercizio, SmO₂ diminuisce in modo significativo in corrispondenza delle principali soglie di intensità, in linea con l’accumulo di lattato e fornendo indicazioni sui cambiamenti fisiologici durante l’esercizio.

 

Utilizzare l’ossigeno muscolare per identificare le soglie

Le applicazioni pratiche suggeriscono che SmO₂ può essere utilizzato per identificare soglie simili a LT1 e LT2:

  1. Prima diminuzione di SmO₂ (primo punto di flesso): quando l’intensità dell’esercizio passa da bassa a moderata, SmO₂ inizia a diminuire. Ciò corrisponde alla soglia aerobica, in cui l’apporto di ossigeno inizia a essere leggermente inferiore alla richiesta.
  2. Plateau o diminuzione di SmO₂ (secondo punto di flesso): alle intensità più elevate, SmO₂ raggiunge un plateau o mostra una rapida diminuzione. Ciò corrisponde alla soglia anaerobica e indica una maggiore dipendenza dal metabolismo anaerobico.

Queste soglie sono visibili nei dati SmO₂ sotto forma di schemi distinti (vedi immagini sotto), consentendo ad atleti e allenatori di adeguare le zone di allenamento in tempo reale.

 

 

 

Applicazioni pratiche

SmO₂ non è solo uno strumento di valutazione, ma può anche essere utilizzato in tempo reale e integrato in diversi protocolli di allenamento:

  1. Allenamento alle soglie: utilizzare i dati SmO₂ per definire soglie specifiche e allenarsi in funzione di esse, senza bisogno di test di laboratorio, utilizzando Muscle States o Muscle Trend.
  2. Analisi del recupero: SmO₂ può rivelare la rapidità con cui i muscoli si riossigenano dopo sforzi intensi, fornendo indicazioni sullo stato di recupero e sul livello di affaticamento.
  3. Monitoraggio delle prestazioni: monitorare gli adattamenti nel tempo per assicurarsi che l’allenamento sia efficace e in linea con gli obiettivi.

 

Conclusione

Sebbene il test del lattato rimanga un metodo affidabile per comprendere la fisiologia dell’esercizio, il monitoraggio dell’ossigeno muscolare si è affermato come un’alternativa più pratica e potente. Anche se i due parametri misurano aspetti diversi, interpretando i dati SmO₂, atleti e allenatori possono ottenere una comprensione simile delle soglie, ottimizzare l’allenamento e migliorare le prestazioni. Adottare la tecnologia per il monitoraggio dell’ossigeno muscolare rappresenta un importante passo avanti per rendere accessibile a tutti il monitoraggio fisiologico avanzato. In un prossimo articolo approfondiremo l’analisi dei dati e la loro accuratezza.

 

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