Meglio, passo dopo passo | Kris Jones all’OCC 2025

Better, Step by Step | Kris Jones at OCC 2025

L’OCC è una delle gare di trail running in montagna sui 50 km più competitive al mondo, se non addirittura la più competitiva. La finale della categoria 50 km delle UTMB World Series.

Di norma è lunga circa 45 km, con 3.400 m di dislivello, e collega tre località: Orsières, Champex e Chamonix. Storicamente è stata una vera prova di resistenza, o, come la definisce l’organizzazione: «La sfida definitiva per gli ultrarunner delle medie distanze».

Le modifiche al percorso dell’OCC 2025: da 45 a 61 km

Quest’anno la gara è stata resa ancora più competitiva dalla partecipazione di numerosi atleti delle distanze più lunghe, che raddoppiano partecipando anche ai Campionati mondiali di corsa in montagna e trail running, in programma a fine settembre. Il meteo ha poi riservato una sorpresa inaspettata, costringendo l’organizzazione a evitare alcuni tratti più in quota e trasformando l’OCC in una gara più lunga: 61 km con lo stesso dislivello di 3.400 m.

Il percorso di Kris Jones verso l’OCC 2025: allenamento costante e scelte coraggiose


L’anno scorso, l’atleta dell’Elite Trail Team, Kris Jones, ha conquistato uno straordinario sesto posto in 5:27. Quest’anno è tornato sulle Alpi svizzere e francesi determinato a fare il passo successivo.

L’espressione «il passo successivo» riassume l’intero approccio di Kris. Invece di puntare su enormi aumenti dei carichi di allenamento, si è concentrato su progressi costanti e graduali. Per il 2025, però, ha anche preso una decisione coraggiosa: lavorare part-time per dedicare più tempo agli allenamenti, al recupero e alla montagna. È stato il suo primo grande cambiamento professionale, e i risultati si sono visti.

Una partenza solida e un cambiamento delle condizioni meteo

Fin dalla partenza a Orsières, Kris è apparso tranquillo e concentrato. Ha affrontato con prudenza la prima salita verso Champex-Lac, mantenendo esattamente la stessa frequenza cardiaca del 2024, ma con un tempo intermedio più veloce. I dati sull’ossigenazione muscolare di Train.Red confermano questa efficienza. La sua SmO₂ è diminuita durante lo sforzo prolungato, ma si è ripresa rapidamente in discesa, segno di una buona condizione fisica e di un ritmo ben gestito.

Meno di 24 ore prima della partenza, i commissari hanno informato tutti gli atleti che l’orario di partenza e il percorso sarebbero stati modificati per evitare i tratti tecnici durante la pioggia. Il percorso modificato ha reso la gara meno tecnica e aggiunto 10 km pianeggianti fino a Chamonix, trasformando il tratto finale in una prova di resistenza.

Col de Balme: il punto decisivo della gara

Il momento decisivo è arrivato sulla lunga salita al Col de Balme, dove Kris ha brillato. I dati sull’ossigenazione muscolare mostrano la sua capacità di mantenere un ritmo sostenuto: con il protrarsi della salita, l’ossigenazione è diminuita gradualmente, ma non è mai scesa ai livelli minimi. Proprio come in allenamento, Kris ha trovato una cadenza fluida ed efficiente. Ha superato diversi avversari, arrivando persino a intravedere Jim Walmsley, che era in testa alla gara.

A quel punto, Kris sembrava poter puntare al podio. Ma dopo aver raggiunto la vetta e iniziato la discesa, la stanchezza si è fatta sentire. I crampi al polpaccio lo hanno costretto a rallentare. Le curve dell’ossigenazione muscolare confermano questa lettura: anziché mostrare il consueto recupero in discesa, il suo recupero si è stabilizzato. Le gambe stavano lavorando in difesa, non in attacco. Christian Minoggio e poi Petter Engdahl lo hanno superato, e Kris ha dovuto lottare duramente per mantenere il quinto posto.

I dati sull’ossigenazione muscolare svelano aspetti nascosti delle gare ultra-trail

Nel frattempo, Jim Walmsley ha gestito la gara alla perfezione. Mentre le curve di ossigenazione di Kris mostravano un affaticamento nella fase finale, Walmsley ha mantenuto ritmo e lucidità, a parte una piccola scivolata, fino a Chamonix, vincendo con poco più di cinque minuti di vantaggio. A questi livelli, ogni margine è decisivo.

Per Kris, il risultato è stato comunque un successo: quinto posto, una posizione in più rispetto all’anno scorso, e un chiaro segnale che il passaggio a un maggiore professionismo sta dando i suoi frutti. Ha seguito il piano, migliorato il risultato del 2024 e lottato fino alla fine nelle prime posizioni di uno dei parterre di trail più competitivi al mondo.

L’ossigenazione muscolare ci aiuta a leggere la storia che si cela dietro i tempi intermedi: lo sforzo controllato nelle prime fasi, la salita affrontata con forza, i segnali di stanchezza in discesa. Conferma ciò che Kris ha scritto lui stesso: è sulla strada giusta.

I progressi non arrivano sempre a grandi balzi. A volte si tratta semplicemente di fare il passo successivo, ancora e ancora.

Siamo entusiasti di vedere Kris fare il prossimo passo ai Campionati mondiali di corsa in montagna e trail running, più avanti questo mese. Seguite il suo percorso e l’Elite Trail Team sui rispettivi canali social.

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